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RIFORMA GELMINI: la risposta del liceo e Iti
Immesso il 20/10/2008 15:07:19

“Riforma Gelmini?NO, GRAZIE!” .È questo lo slogan che ci ha guidato, alunni del liceo scientifico e dell'Iti, per le vie di Manciano venerdì 17 ottobre. Anche noi abbiamo iniziato ad urlare senza vergogna il nostro no, ad una riforma che della vergogna ha fatto il suo punto cardine. Una generazione estranea alle proteste del '68, estranea dal considerare lo sciopero uno strumento per rivendicare i propri diritti, sente invece nascere dentro di sé l’esigenza di rispondere ad un nuovo sistema che mette in crisi il loro futuro. Il nostro è stato un corteo leggermente rumoroso (passando per il viale, fino ad arrivare alla rotatoria per poi fermarsi sotto le medie), ma pacifico e soprattutto pieno di voglia di gridare al mondo politico ed alla società civile la rabbia per "non essere stati considerati" nel percorso che ha portato alla riforma scolastica, che con la scusa di provvedere al nostro bene, ci sta "stroncando" il futuro. Pensando all'istruzione universitaria, la situazione che si prospetta nel giro di 2 o 3 anni è gravissima, nonostante ciò, giornali e televisioni non danno risalto a questo problema e molti studenti ne sono completamente all'oscuro. Altro obiettivo del nostro sciopero è stata infatti l'informazione, con la lettura di fronte a circa 100 studenti del decreto che riguarda la riforma Gelmini, con particolare attenzione ai punti che interessano la nostra zona. In virtù dei tagli i plessi scolastici con meno di 50 studenti iscritti (come iti e geometri) sono destinati a chiudere i battenti, ma forse i tagli colpiranno anche quelli con meno di 100 ragazzi. Scuole piccole come le nostre rischiano, quindi, di chiudere, rischiano di non poter dare l’opportunità ai ragazzi di avere nel territorio dei luoghi mirati per la loro formazione, pongono le famiglie di fronte al problema di provvedere all’istruzione dei propri figli mandandoli nei “grandi centri” e di dover sostenere “grandi spese” per il trasporto. E nei bilanci familiari quanto peseranno le spese ulteriori dovute agli spostamenti? beh, questo non è certo un problema del Ministro...Inoltre questo comporterebbe classi più numerose fino 29 scolari nelle scuole materne e fino a 30 nelle medie e superiori. Questo aiuterà l’apprendimento? Soprattutto nel momento in cui si deciderà per il maestro unico e i fondi concessi alle scuole diventeranno da poco a niente? Alla base di questo sciopero c’è una paura, c’è uno sgomento che non vuole diventare rassegnazione…la rassegnazione per cui “le cose ormai stanno così”, secondo cui “cosa può mai fare un piccolo paesino?” o “in realtà poi la riforma non è così male”…non si deve cadere in questa rinuncia perché le mancanze che lasciamo dietro di noi diventano un vuoto davanti a noi. Gli alunni del liceo e iti


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