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“IL PICCOLO EDI"
Cristina e Jessica IV A commerciale
Una favola sulla paura del diverso e sul coraggio della solidarietà
Edi, è un “ essere piccolo” come non c’è ne sono tanti, con gli occhi, le mani, le gambe, le orecchie e il naso piccoli…. anche la sua voce era “piccola”.
Un giorno, decise di fare un viaggio: prese il suo piccolo zaino e partì. Ad un tratto, arrivò in un posto diverso… un posto che non aveva mai visto: arrivò in una grande terra chiamata, Pititì Pitità. Lì tutti erano grandi! Avevano le case, le finestre, le porte, le mani e i piedi grandi… erano delle grandi persone.
Tutti guardarono Edi in modo strano, per la sua “piccolezza”; passò davanti alle “grandi persone” con un po’ di timore, però riuscì a trovare il suo grande posticino.
La mattina presto si alzò ed uscì per provare a conoscere i grandi, ma nessuno gli parlava, anche i bambini grandi lo evitavano.
Sembrava che la sua piccolezza desse proprio fastidio agli altri, anche se lui voleva soltanto dare una mano ai grandi.
Edi cercava di rendersi utile, ma più ce la metteva, più combinava guai. Tutti i grandi sbagliavano, ma quando lo faceva lui era uno sbaglio proprio grande. Sostenevano che i “piccoli” erano imbranati, brutti, disgustosi, strani, pettegoli e non servivano a niente.
Un giorno pensò di dimostrare agli altri che anche i piccoli come lui, potevano essere utili. Così prese una fune, (naturalmente grande) e andò nel bosco. Il peso della fune gli aveva esaurito quasi tutta la forza, ma ormai lui aveva preso una decisione, e voleva portarla avanti. Con un po’ di timore ma, fiducioso stava nascosto dietro alle gigantesche piante aspettando il momento giusto per cacciare un animale. Ad un tratto vide un cinghiale e con una tattica incredibile, usando la sua piccolezza e la sua agilità, riuscì ad uccidere il grande animale.
Con gran fatica lo portò a Pititì Pitità e tutti assaggiarono la sua preda. Le cose cambiarono, ma di poco…
Ormai per i cittadini di Pititì Pitità, Edi era uno straniero. Per i grandi era molto più importante la sua piccolezza e non quello che aveva dentro. Le sue manine piccole, i suoi occhi piccoli e il suo piccolo accento attraevano sempre le attenzioni e le critiche dei grandi. Allora decise di andare via da Pititì Pitità e di tornare al suo paese.
Camminando con il suo piccolo zaino in spalla sulla strada che portava verso il gran bosco, incrociò gli sguardi di alcuni grandi che sembravano dispiaciuti per la sua partenza. Vedendoli, pensava che i grandi gli avrebbero chiesto di rimanere nella città. Ma non fu così: la paura del diverso e il coraggio della solidarietà purtroppo non esistevano nel grande cuore dei grandi….
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