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Articolo a cura di:
CELATA LORENZO
e MARCO LUSINI
Tutto ha inizio nel lontano 1965, sul finire di quest’anno straordinario per il blues nacquero gli YARDBIRDS, un gruppo britannico fondato da KEITH RELF ed ERIC CLAPTON, abbandonato quasi subito da quest’ultimo che fu sostituito da JEFF BECK.
Nel giugno del 1966 il bassista PAUL SAMWELL-SMITH lascia il gruppo facendo largo ad una nuova figura emergente nella storia della musica: JIMMY PAGE.
Con l’ingresso di Page inizia per gli Yardbirds un balletto di bassi e chitarre che scottano!!
Durante il tour americano, partito nell’agosto del 1966, Jeff Beck si ammala e il gruppo decide di spostare CHRIS DREJA al basso e Page alla chitarra solista.
L’esperimento funziona e, ristabilitosi Beck, la band inizia ad esibirsi con due chitarre soliste: un’accoppiata di geni in cui la smaliziata furbizia di Page fa da contrappeso alla nota sregolatezza di Beck.
Le uniche testimonianze discografiche di questo periodo sono il 45 giri di HAPPENING YEARS AGO e PSYCHO DAISIES.
In ottobre il gruppo parte per un tour negli Stati Uniti, ma dopo tre giorni Jeff Beck esplode, sfascia chitarra ed amplificatori, abbandona il palcoscenico e prende il primo volo per Los Angeles.
Dopo il licenziamento ormai ufficiale di Jeff Beck, gli Yardbirds diventano a tutti gli effetti il gruppo di Jimmy Page.
Nel 1967 esce LITTLE GAMES, ultima prova discografica del gruppo, frutto palese di una situazione precaria.
Nel 1968 Keith Relf e Jim McCarty decidono di andarsene, e Jimmy Page, orfano di metà del gruppo ma deciso ad onorare gli impegni già presi dal manager Peter Grant, conia una nuova sigla: NEW YARDBIRDS e si mette alla ricerca di sostituti.
Page e Grant, alla ricerca di un cantante si recano a Birmingham per assistere al concerto degli Hobbstweedle, gruppo del giovane bluesman ROBERT PLANT.
Page rimane affascinato dal cantante e tornato a Londra lo chiama e lo invita ad unirsi al suo gruppo. Senza esitare Plant accetta ed il problema del cantante è risolto.
Fra i tanti interessati al gruppo di Page, uno dei più tempestivi era JOHN PAUL JONES, il bassista ha una grande gavetta alle spalle ed il si di Page è immediato.
L’ultimo uomo lo trova Robert Plant, che corre ad Oxford perché sa che in un locale da qualche parte, sta suonando “BONZO”, il suo amico batterista. Plant lo trova e lo recluta nella banda.
Bonzo, all’anagrafe JOHN HENRY BONHAM, è una perfetta tempesta di tamburi, l’ideale per il suono che cerca Page ed il cerchio è chiuso: i New Yardbirds sono una realtà.
Il 14 settembre 1968 partono per Copenhagen, dove si esibiscono per la prima volta insieme, ma il nome non soddisfa più il gruppo, ne occorre uno nuovo.
Il 15 ottobre la locandina per la serata alla Surrey University annuncia un nome nuovo: LED ZEPPELIN.
Page, Plant, Jones e Bonham hanno appena concluso le registrazioni per il primo album agli Olympic Studios di Londra e Peter Grant ga già strappato un contratto da 200.000 dollari alla Atlantic Records, per essere un dirigibile va fin troppo veloce!!
LED ZEPPELIN esce i primi di gennaio 1969.
Questo album è soltanto una “tiratura-civetta”, limitata e con lo scopo di farsi conoscere e valutare le reazioni del pubblico e della critica, 500 copie senza etichetta destinate a stazioni radiofoniche e negozi di dischi, in concomitanza con il primo tour americano.
I risultati non si fanno attendere: la strategia di Grant si rivela vincente e il risultato è un successo fenomenale per i Led Zeppelin che, dal nulla, si ritrovano imbarcati in un’avventura che li costringerà a rimanere in tour per diciotto mesi.
Apre l’album l’accattivante GOOD TIMES BAD TIMES, ma sono altri i brani in cui i Led Zeppelin ridefiniscono decenni di musica, dandone una loro personale interpretazione e creando qualcosa di mai sentito prima. BABE I’M GONNA LEAVE YOU, è una canzone folk che il gruppo stravolge rivestendola di forza nuova, senza privarla di immensa dolcezza, è il pezzo forte del disco d’ora in avanti la parola “beibe” rimarrà sempre legata, nell’immaginario collettivo del rock, alla voce stupenda di Robert Plant, al modo come lui la pronuncia cantandola e urlandola.
All’inizio di maggio Led Zeppelin entra nei top 10 statunitensi con grande gioia di Grant e del gruppo che, delusi dalla fredda reazione ricevuta in patria, avevano scelto l’america come terreno forte su cui costruire un grande successo.
Il terzo tour americano li vede protagonisti, fra l’altro, il Newport Jazz Festival di Rhode Island, mentre le prenotazioni per il secondo album salgono vertiginosamente fino a 350.000 copie.
I Led Zeppelin sono gruppo estremamente gratificante per i fans, scrivono belle canzoni, suonano bene, dal vivo sono devastanti, hanno classe e non deludono mai le aspettative, il loro è un suono nuovo in cui riecheggiano rassicuranti i suoni del passato.
Ma fuori dal palco sono tipi assolutamente non affidabili, in linea con la migliore tradizione del rock!
Richard Cole è il road manager assunto da Grant per tenere a bada le quattro star poco più che ventenni, ma che spesso finisce per fare follie con loro, figura fondamentale in quella carovana in cui, fra un suono eccelso e un altro cè l’abitudine di devastare le stanze d’albergo, partecipare a scandalosi droga-party, organizzare orge con le molte ragazze che si offrono fuori dai camerini e dalle stanze d’albergo durante le tappe dei tours.
Led Zeppelin II esce nell’ottobre del 1969 ed è la chiara conseguenza dei ritmi frenetici a cui è sottoposto li complesso.
L’album riflette una maggiore coesione fra i quattro, frutto della vita sulla strada, e proprio quella vita sulla strada entra di forza tra i solchi tramutandosi in toni nervosi e veloci.
Se Led Zeppelin II risentiva delle esperienze vissute in giro per il mondo, Led Zeppelin III è imbevuto di suggestioni in stile “rinascita celtica”.
Ci sono sempre brani che confermano il primato dei Led Zeppelin fra i gruppi ultrarock del periodo, ma il respiro complessivo del disco è rilassato e caratterizzato da atmosfere acustiche.
Led Zeppelin IV è un super classico del rock, basta un titolo, STAIRWAY TO HEAVEN, per mettere d’accordo tutti, il suo arpeggio iniziale è stato per anni il banco di prova per migliaia di chitarristi, tutti ignari delle difficoltà assai maggiori che avrebbero incontrato nel suonare il resto del pezzo, nell’entrare nello spirito di una canzone che è la sintesi perfetta del suono di un gruppo.
Se basta una canzone a far di un album un classico, è altrettanto vero che il resto di Led Zeppelin IV si sforza e riesce a non rimanere in secondo piano.
Houses Of The Holy quinto album dei Led Zeppelin esce nel marzo del 1973: la bellezza incomparabile dei dischi precedenti non corre alcun rischio nei confronti del nuovo album che, pur dignitoso è privo della forza e dell’intensità dei vecchi valori.
Alla fine del 1973 si conclude il contratto quinquennale con l’Atlantic, e con l’anno nuovo i quattro creano la SWAN SONG, nuova etichetta discografica che, pur legata al gruppo Atlantic, dà al gruppo la possibilità di muoversi in modo più indipendente.
Nel febbraio 1975 su etichetta Song il gruppo da vita a PHYSICAL GRAFFITI, un album doppio, purtroppo è un album che è rimasto molto in cantiere e forse è anche per questo che si rivela un lavoro discontinuo e ineguale.
Nel marzo 1976 esce PRESENCE un album che vive sulle contraddizioni che coinvolgono il gruppo e tutto il rock di quel periodo.
Sembra quasi un ritorno al passato, al vecchio suono veloce e duro, essenziale più di qualsiasi altro album.
IN THROUGH THE OUT DOOR esce nell’agosto del 1979 ed è il canto del cigno dei Led Zeppelin, i due milioni di copie vendute in tutto il mondo nel giro di dieci giorni sono il caloroso e ignaro saluto dei fans a un gruppo che esce di scena licenziando il più debole fra suoi valori discografici.
Negli anni avvenire il gruppo risulta spento ed annoiato, si sente chiaramente anche nei loro concerti che è un gruppo destinato a finire molto presto.
Nel settembre 1980 però il gruppo è ancora in pista con l’intenzione di tenere alta la reputazione della band, Bonham è l’unico a far trasparire le sue perplessità, alcol e psicofarmaci lo aiutano da tempo ad alleviare ansia e tensione, è un trentenne tanto famoso quanto preoccupato e triste.
Rick Hobbs, assistente di page, lo trova morto la mattina del 25 settembre 1980.
“Bonzo” aveva appena trascorso una delle sue memorabili notti etiliche.
Con la morte di Bonham i Led Zeppelin svaniscono nel nulla.
Il 4 dicembre in una nota stampa Jimmy Page, Robert Plant e John Paul Jones dichiarano: “Desideriamo rendere noto che la perdita del nostro caro amico e il profondo rispetto che nutriamo per la sua famiglia, insieme al senso di profonda armonia che unisce noi tre e il nostro manager, ci hanno portato a decidere che non potremo continuare cosi come eravamo”.
Nel 1982 esce CODA, antologia postuma che raccoglie gli scarti dei lavori precedenti.
Alcuni sono scarti di lusso che, per un istante, fanno rivivere l’antica grandezza del gruppo.
Da quel giorno i Led Zeppelin non sono più esistiti, si sono però riuniti nel 1985 con Phil Collins alla batteria, poi nel 1988 con Jason bonham il figlio di john.
Page e Plant hanno intrapreso delle carriere da solisti, tornando a collaborare nel 1995 nel disco NO QUARTER.
Il 14 settembre 2007 muore Ahmet Ertegun fondatore dell’Atlantic e i Led Zeppelin sono tornati insieme in onore del loro ex manager il 10 dicembre 2007, sopra il palco saranno Jimmy Page, Robert Plant, John Paul Jones e Jason Bonham.
Hanno dato vita a due ore di grintoso rock proponendo ai 20 mila fortunati presenti (le richieste per i biglietti erano state ben oltre il milione) 16 fra le loro più famose canzoni.
I quattro si sono dimostrati in forma al punto che non è escluso che il tutto abbia seguito con un tour nel 2008.
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