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Cinque indagati, sei siti chiusi, 5 aziende perquisite che usavano
la rete per far pagare a carissimo prezzo appunti per lo studio
Dodicimila le persone truffate a partire da novembre scorso
Dopo due mesi l'arrivo a casa di una fattura di 145 euro
ROMA - Cinque indagati, 4 perquisizioni, 5 aziende perquisite, 6 siti web oscurati, trovate 12mila fatture emesse per misteriose prestazioni di servizi telematici, il tutto per un giro d'affari di oltre 1 milione e 300 mila euro. E tra i truffati soprattutto studenti minorenni delle scuole medie. E' questo il bilancio dell'operazione del nucleo speciale frodi telematiche della guardia di finanza. L'operazione è scattata ieri mattina con i provvedimenti firmati dal pm Saieva.
La trappola andava avanti da novembre scorso e ha sfruttato quella che è ormai un'abitudine: quasi tutti i ragazzi, ormai, se devono fare una ricerca per la scuola vanno su internet, compulsano i motori di ricerca e trovano quello che serve. C'è da fare una ricerca su Manzoni? Presto fatto. Il motore di ricerca conduceva lo studente in giro per il web fino ad incrociare quello che sembravano i siti più idonei, più chiari, più informati. Perfetti per la ricerca scolastica. Lo studente entrava in uno di questi sei siti (all-my-web.it; webstudenti.com; studiaresuinternet.it; secchioni.net; appunti-temi-tesine.com; appunti-online.net) e gli compariva davanti un numero verde per procedere nella consultazione. Una volta chiamato, il numero verde comunicava un codice segreto da digitare nel sito per andare avanti nella navigazione. "Il ragazzo digitava ok nella schermata del sito e quello equivaleva ad una firma su un contratto, però, mai letto" spiega il colonnello Umberto Rapetto del Nucleo speciale anti frode telematiche della guardia di finanza.
Il risultato era duplice. Uno immediato: lo studente aveva accesso al materiale che gli serviva per la sua ricerca. Uno ritardato: dopo un paio di mesi a casa, al babbo o alla mamma, comunque all'intestatario dell'utenza telefonica, arrivava una fattura di pagamento di almeno 145 euro per generici servizi telematici. "I siti erano in grado di proporre appunti scolastici, riassunti, temi già svolti, esercizi risolti, versioni tradotte, tesi di laurea" aggiunge il colonnello Rapetto.
L' organizzazione ha curato l'affare nei minimi termini per confondore le acque e cancellare ogni tipo di traccia. Ad esempio la società destinataria dei soldi era a Varsavia, in Polonia, dove infatti due persone sono stati raggiunte da avviso di garanzia.
L'organizzazione ha provveduto anche a fornire il contratto dove venivano spiegate le condizioni e i termini dell'utilizzo del materiale scolastico trovato nei siti. "Solo che - continua Repetto - le clausole del contratto erano scritte in un formato lillipuziano e in un piccolo riquadro praticamente fuori dallo schermo dell'utente". Ma soprattutto, il magistrato ha stabilito che un ragazzino di 13-14 anni non poteva essere in grado di comprendere, in quelle condizioni, che per accedere a quel servizio era previsto un pagamento. Così la procura ha riconosciuto i termini della truffa.
Da novembre a oggi sono caduti in trappola oltre 12 mila studenti. In alcuni siti si davano già indicazioni per i titoli dei temi della maturità 2007.
Fondamentale, anche in questa indagine, il ruolo delle associazioni dei consumatori. "Per noi - spiega Rapetto - per procedere contro le truffe telematiche è necessaria la querela di parte. L'Adiconsum si è rivolta a noi un mese fa segnalandoci alcuni casi. In un mese abbiamo potuto chiudere l'indagine". Che ha un nome in codice molto curioso: Aristogitone, in onore del professore di Alto Gradimento che all'inizio degli anni settanta bacchettava gli studenti dai microfoni della radio in compagnia del colonnello Buttiglione.
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