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Il Parlamento ha approvato il disegno di legge che modifica l'esame di maturità, reintroducendo tra l'altro lo scrutinio finale di ammissione all'esame e le commissioni miste con il presidente esterno.
Per il ministro della Pubblica Istruzione Giuseppe Fioroni, è un "primo passo" per "una scuola seria, credibile, autorevole, che faccia andare a testa alta i nostri studenti in Italia e in Europa".
Ecco cosa prevede la riforma Fioroni:
- ammissione all'esame per gli studenti che avranno superato lo scrutinio finale e saldato i debiti formativi contratti negli anni scolastici precedenti.
- modifica dei requisiti di ammissione per gli studenti che intendono anticipare l'esame per merito. L'ammissione sarà vincolata, oltre al conseguimento di 8/10 in ciascuna disciplina nello scrutinio del penultimo anno, anche al conseguimento della media di 7/10 nei due anni precedenti.
- esame preliminare per i candidati esterni (privatisti) che non sono in possesso della promozione all'ultima classe, che dovranno inoltre possedere la residenza nella località dell'istituto scelto come sede d'esame.
- la seconda prova scritta per gli istituti tecnici, professionali e artistici assumerà una connotazione più tecnica e laboratoriale.
- modifica dei punteggi di valutazione finale: il credito scolastico passerà da 20 a 25 punti; il colloquio orale scenderà da 35 a 30 punti.
- ripristino delle commissioni d'esame miste, composte per metà da commissari interni e per metà esterni, oltre al Presidente esterno al quale potranno essere affidate non più di due classi.
- il numero dei candidati esterni non potrà superare il 50% dei candidati interni, fermo restando il limite numerico di 35. Presso ciascuna istituzione scolastica potrà essere costituita una apposita commissione per i soli candidati esterni.
- task force ispettive assicureranno il monitoraggio del regolare funzionamento degli istituti statali e paritari e, in particolare, verificheranno il corretto svolgimento degli esami di Stato.
Il provvedimento prevede, inoltre, una delega al Governo che consentirà di:
- realizzare, nell'ultimo anno di studi, dei percorsi di orientamento che permetteranno agli studenti di scegliere con maggiore consapevolezza il corso di laurea più idoneo alle loro caratteristiche e aspirazioni, con la partecipazione in aula anche di docenti universitari e dell'alta formazione artistica, musicale e coreutica.
- potenziare il raccordo scuola-università favorendo la partecipazione degli istituti di istruzione superiore alle prove di accesso alle università.
- valorizzare la qualità dei risultati scolastici raggiunti, assegnando una quota del punteggio degli esami di ammissione ai corsi universitari a numero programmato a quegli studenti che, nell'ultimo triennio e nell'esame di Stato, abbiano conseguito risultati scolastici di particolare rilievo, anche in riferimento alle discipline più significative del corso di laurea prescelto.
- premiare l'eccellenza degli studenti con incentivi, anche di natura economica, finalizzati alla prosecuzione degli studi universitari o nell'ambito dell'istruzione e formazione tecnica superiore (a questo scopo vengono destinati 5.000.000 di €).
La riforma dell'esame di Stato renderà la vita difficile anche per i candidati esterni delle paritarie (passati da 348 del 2001 a 11.000 del 2006!): questi dovranno presentare domanda di ammissione all’esame di Stato e sostenere lo stesso e gli esami preliminari presso istituzioni scolastiche statali o paritarie aventi sede nel comune di residenza; una misura, questa che eviterà che gli studenti emigrino verso scuole compiacenti anche molto lontano da casa.
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